Grotte e Parkinson: un approccio innovativo

Un viaggio unico nel cuore della terra per esplorare nuove possibilità. Scoprite come l'ambiente delle grotte può diventare un alleato prezioso nel percorso con il Parkinson, offrendo stimoli inattesi per il benessere e il movimento. Questa pagina è dedicata a malati di Parkinson, ai loro familiari e agli operatori sanitari interessati a un approccio complementare e profondo.

Parkinson e Grotte: quando il silenzio diventa uno strumento

COMUNICATO STAMPA
Alle Grotte dei Dossi di Villanova di Mondovì (CN), uno studio pilota osserva sul campo il rapporto tra suono, percezione e presenza


Cosa accade alla persona quando si riducono rumore e stimoli?
Da questa domanda nasce il progetto.

Un lavoro che unisce esperienza diretta, osservazione scientifica e ambiente naturale.
Il contesto è preciso: le Grotte dei Dossi, a Villanova di Mondovì (CN).

Un ambiente ipogeo dove il silenzio non è vuoto.
È uno spazio attivo che modifica attenzione, percezione e relazione.

Il progetto è ideato e promosso dal
Prof. Clemente Ernesto De Martino, musicista ed esperto nelle dinamiche dell’età involutiva e nello studio dei paesaggi sonori epigei e ipogei.
La sua ricerca parte dal suono, ma arriva alla persona.

Il lavoro si sviluppa con un team integrato:
• Dott. Pier Mauro Giachino – naturalista ed entomologo
• Dott.ssa Valentina Balestra – analisi ambientale e condizioni ipogee
• Enrico Lana – rilevazioni tecniche e monitoraggio
• Associazione Parkinsoniani del Canavese, con il presidente Silvano Chiartano
• Dott.ssa Luisa Paola Dodaro – psicologa e psicoterapeuta
• Dott.ssa Elisabetta Regazzo – psicologa clinica e neuropsicologia

Accanto al team scientifico, è presente un gruppo di speleologi esperti.
Garantiscono sicurezza, accompagnamento e gestione dell’ambiente per tutta la durata delle attività.

Il progetto parte da tre incontri prova in grotta.
Non sono dimostrativi.
Sono momenti di osservazione reale.

In questi incontri si osserva:
come la persona respira
come si muove
come reagisce al silenzio
come vive il buio
come cambia l’attenzione

Vengono monitorati parametri concreti:
pressione arteriosa, battito cardiaco, respiro, risposta emotiva, qualità del movimento, percezione del tempo.

La grotta diventa un laboratorio naturale.
Riduce il superfluo.
Rende più chiari i segnali del corpo.

Il paesaggio sonoro ipogeo, sviluppato dal Prof. De Martino,
non è un sottofondo.
È uno strumento di orientamento, regolazione e relazione.

Il ruolo del team medico e psicologico è centrale.
Osserva, interpreta, collega i dati.
Dà struttura all’esperienza.

Questo lavoro non propone esercizi standard.
Crea condizioni.

Condizioni in cui la persona può ritrovare:
presenza
ritmo
continuità nel gesto
maggiore consapevolezza

Non è una terapia medica.
È un percorso funzionale, trasferibile nella vita quotidiana.

Il progetto porterà a una pubblicazione scientifica
che unirà dati clinici, osservazione ambientale e studio del rapporto tra suono, silenzio e sistema nervoso.


Sintesi

Non si aggiungono stimoli.
Si toglie il superfluo.

E in questo spazio essenziale,
la persona può ritrovarsi.